Il leasing abitativo

Avv. Nausicaa Mall 

Nonostante la diffusa applicazione, il contratto di leasing non è autonomamente disciplinato dal nostro ordinamento giuridico.
La legge di stabilità n. 208 del 28.12.2015 ha ora tuttavia definito il c.d. leasing abitativo.

Con tale contratto la banca o la società di leasing (concedente) si obbliga ad acquistare o a far costruire un immobile secondo le indicazioni del cliente (utilizzatore), e lo mette a disposizione di quest’ultimo per un dato periodo verso un determinato canone.

Alla scadenza del contratto l’utilizzatore può acquistare l’immobile ad un prezzo prestabilito.
L’utilizzatore assume tutti i rischi relativi all’immobile e deve adibire lo stesso ad abitazione principale.

Durante il contratto, l’utilizzatore può chiedere al concedente – per una sola volta e per un periodo massimo di dodici mesi – la sospensione del pagamento dei canoni in caso di:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato (al di fuori dei casi di risoluzione consensuale, pensionamento, licenziamento per giusta causa, dimissioni del lavoratore);
  • cessazione di un rapporto di prestazione d’opera continuativa e coordinata, personale, anche se non a carattere subordinato (p.e. rapporto di agente o rappresentante commerciale, sempre con le suddette eccezioni).

La sospensione non comporta ulteriori spese o garanzie dovute, e al termine di essa il contratto riprende come originariamente convenuto, salvo patto di rinegoziazione tra le parti.

Per il caso di risoluzione del contratto di leasing abitativo per mancato pagamento dei canoni da parte dell’utilizzatore, la banca o società di leasing ha diritto alla restituzione dell’immobile ed è tenuta a corrispondere al cliente il ricavo dalla vendita, dedotti i canoni scaduti e non pagati, i canoni a scadere e il prezzo fissato per il riscatto finale. La eventuale differenza negativa deve essere pagata dall’utilizzatore al concedente.
Con lo strumento del leasing abitativo, dotato altresì di alcuni vantaggi fiscali (limitata detrazione di imposta per giovani sotto i 35 anni e con reddito non superiore a 55.000,- euro), il legislatore ha messo a punto una valida forma di finanziamento degli immobili abitativi alternativa al mutuo ipotecario.